Le radici del futuro

Pino viene dalla Puglia, ha l’accento della sua amata terra e degli occhi di un azzurro limpido come il suo mare. Ha conosciuto Vincenzo, il fondatore di San Patrignano, durante il suo percorso personale più di due decenni fa. Oggi è il responsabile delle Coltivazioni della Comunità, un microcosmo di sette ettari che conta circa settanta tra ragazze e ragazzi che ogni giorno si dividono i diversi compiti: la cura di ortaggi, di fiori e degli ulivi del progetto realizzato grazie a Klorane Botanical Foundation. Un settore cresciuto anno dopo anno che oggi, a quaranta anni dalla fondazione di San Patrignano, guarda al percorso e ai sacrifici fatti con fierezza.
Pino è orgoglioso della professionalità con cui i ragazzi portano avanti i tanti impegni quotidiani. Inizialmente il fatto di essere fuori dal perimetro di San Patrignano rappresentava un timore. “Poi però, attraversando insieme le difficoltà, stringendo i denti di fronte alle sfide, abbiamo creato un ambiente sereno, tranquillo, dove ognuno si sente parte del tutto come è nello spirito di San Patrignano”. I ragazzi destinati a questo settore si dedicano alle varie attività, talvolta anche faticose, con entusiasmo. I grandi spazi all’aria aperta aiutano il lavoro di squadra, il far “nascere” il cibo che altri apprezzeranno è fonte di gratificazione.

Le Coltivazioni sono un settore chiave per garantire la continuità nell’accoglienza di San Patrignano, dove ogni anno entrano oltre 500 nuovi ragazzi in cerca di aiuto. La pratica dell’agricoltura porta con sé un forte valore educativo e conduce i giovani verso la fratellanza, insegnando loro che una buona semina seguita a cure in un ambiente propizio, porta a raccogliere buoni frutti.

“Portiamo avanti un progetto in piena sintonia con la natura – conclude Pino – le colture così come gli ulivi crescono grazie a trattamenti specifici che ne proteggono il raccolto; tendenzialmente i ragazzi di oggi non hanno confidenza con il verde – continua – ma spesso accade che finito il percorso i nostri si reinseriscono in piccole aziende agricole o agriturismi. Ciò significa che oggi accanto a professioni nuove convive un desiderio di ritorno al sapere legato alla terra, alle radici, al legame primordiale tra l’uomo e la natura. Un sapere spendibile sul mercato e fonte di realizzazione personale”.