La vita com’è

Tutta la vegetazione sembra riposare sulla collina di San Patrignano, anche gli uliveti, dove i ritmi rallentati dell’inverno si sono sostituiti alla vivacità della raccolta autunnale.

In questo momento le attività di coltivazione sono ferme anche per i nuovi impianti di piante giovani donate da Klorane Botanical Foundation per il progetto “Un ulivo per la vita”. Prima del riposo invernale i ragazzi delle Coltivazioni hanno seminato del favino tra i filari di olivi. Questo consente di avere una copertura del terreno durante i mesi più piovosi, evitando il rischio in collina che il terreno scivoli verso valle, e lo arricchisce di sostanze nutritive (in particolare azoto) fissato dal favino nelle sue radici. Questo inerbimento sta piano piano crescendo e in primavera verrà trinciato e “sovesciato”. L’inverno rigido sta frenando la crescita della pianta che, essendo una sempreverde non perde le foglie e non smette mai di vegetare.

Anche se le condizioni meteo promettono bene, resta alta l’attenzione verso eventuali gelate. “In caso se ne verifichi una – spiega l’agronomo di San Patrignano, Roberto Dragoni - bisognerà attendere la ripresa vegetativa attiva della pianta e solo allora intervenire con una potatura che elimini gli eventuali rami colpiti dal gelo e quindi ‘allessati’. I prodotti naturali utilizzabili per aiutare la pianta in questa fase sono molto pochi e sostanzialmente quello che si usa per la maggiore è il rame che, distribuito a giusti dosaggi, indurisce la cuticola della pianta soprattutto nella parte aerea delle giovani foglioline e protegge dai funghi (occhio di pavone) che in questo periodo possono colpire l’olivo”.

Le inside dell’ulivo sono tante, sono presenti nella natura come sono presenti nella vita delle persone, ma il prendersi cura della pianta da parte dei ragazzi tenacemente, con la consapevolezza che le difficoltà vanno affrontate e superate, è la giusta via per ricevere i frutti del proprio impegno.