Il tempo della rigenerazione

Con il progredire della primavera, ogni giorno di più, si colora di verde il paesaggio che circonda San Patrignano. L’inverno rigido, carico di pioggia e di freddo, è stato finalmente spazzato via e la natura ha ripreso a rinascere, puntuale come ogni anno in questo periodo.

Nei nuovi impianti di ulivi donati da Klorane Botanical Foundation, gli alberelli crescono sotto la cura attenta della squadra delle Coltivazioni di San Patrignano. È arrivato il tempo del ‘sovescio’, una tecnica agricola che ha l’obiettivo di rigenerare il terreno e di riequilibrarlo migliorandone la struttura. Propedeutica al ‘sovescio’ è la semina del favino in autunno. Si tratta di una leguminosa dal seme piccolo e rotondeggiante: è una pianta annuale a rapido sviluppo di colore grigio verde.

“Ma soprattutto – spiega Marco Tamagnini, agronomo di San Patrignano - viene impiegata nella coltura degli ulivi perché ha la caratteristica di aumentare i livelli di azoto del terreno e di conseguenza ha l’effetto di accrescerne la fertilità”. Segnale della ripresa vegetativa è il bottone floreale del favino, questo è l’indicatore che da il segnale per poter procedere all’interramento della pianta, passaggio che avviene attraverso l’aratura del terreno in modo che tutta la parte verde sia interrata. Così facendo si arricchisce il terreno di sostanze organiche e di acqua che verrà rilasciata lentamente evitando gli stress idrici della pianta. “Questo procedimento ci permette di evitare l’uso di sostanze chimiche favorendo la naturale crescita degli ulivi – conclude Tamagnini – ancora una volta è la natura stessa che ci insegna, infatti, grazie alla ‘generosità’ di queste leguminose avremo dei frutti migliori quando gli ulivi saranno pronti per la raccolta”.