Dal buio della notte allo splendore del giorno

Dal buio della notte allo splendore del giorno

Difendersi nel buio

Si dice che l’ora più buia della notte sia quella che precede l’alba.

Mi chiamo Margherita. Sono a San Patrignano ormai da un anno e mezzo. Sono arrivata qui perché, come tanti altri ragazzi, anch’io mi sono sentita diversa, incompresa, sbagliata.

Il mio mondo era buio e freddo. Ho sempre fatto fatica a stare con gli altri, a essere me stessa, sentendomi a mio agio solo con persone come me perché non mi giudicavano. Nella notte, che era per me la vita, ho trovato qualcosa che mi faceva sentire bene e a mio agio ovunque: l’eroina.

Per me la notte non finiva mai ma ci sono dei momenti in cui la vita ti mette di fronte a una scelta. Ho rimandavo tante volte, trovando sempre una scappatoia per non affrontare le persone e quello che mi dicevano, tirando avanti.

Sono scesa sempre più in basso arrivando a fare cose che non avrei mai voluto fare pur di non aprirmi e guardare quello che da sempre volevo nascondere agli altri e a me stessa.

Chiedere aiuto per ricominciare

Sfinita, senza un briciolo di amor proprio, un giorno ho pianto di fronte i miei genitori e ho chiesto aiuto perché non sapevo più niente del mondo e di me stessa.

È stato come fare una doccia gelata.

Quando sono arrivata a Sanpa non credevo di poter cambiare. La gente mi stava intorno, mi parlava di sé come nessuno aveva mai fatto prima, senza filtri. Per tanto tempo sono stata diffidente, anche perché aprirsi quando non l’hai mai fatto non è facile. Fa male. Devi fidarti.

Qualche mese fa qualcosa è cambiato dentro di me. Un giorno, senza nessun motivo, ho preso la ragazza che mi seguiva e l’ho trascinata in bagno con me. Ho cominciato a piangere e a parlare insieme, raccontando quello che non avevo mai detto a nessuno: che mi sentivo sbagliata, orribile, fuori luogo e anche stupida.

Lei continuava a ripetermi che non era possibile che io fossi tutte quelle cose, ma io la abbracciavo forte e continuavo a piangere. E non so spiegarvi perché, ma in quel momento ero felice, leggera.

Alla fine il sole ritorna sempre

Finalmente entrava un raggio di sole dentro di me.

Mi chiamo Margherita, faccio parte del settore coltivazioni in cui ci si occupa delle serre, dell’orto e degli ulivi del progetto portato avanti grazie a Klorane Botanical Foundation. Il mio nome sembra quasi uno scherzo pensando al lavoro che svolgo.

Sono una ragazza che ha un mondo dentro e qualche volta ancora mi vergogno un po’ a dirlo. La strada è ancora lunga, sì, ma sono felice perché adesso qualcosa è sbocciato dentro di me e ho trovato il coraggio di dirlo di fronte a tutte le ragazze del mio settore.

L’altra sera, durante la riunione di settore, mi sono alzata e le ho ringraziate tutte e lei, la ragazza che mi segue, quella che mi è stata vicina per un anno intero, come se l’avesse sempre saputo, mi ha detto quella frase di Vincenzo Muccioli, quelle parole così giuste, che porterò nel mio cuore per sempre:

“Per quanto scura possa mai essere la notte, alla fine il sole ritorna sempre.”