Coltivare in maniera naturale

Coltivare in maniera naturale

A partire dal 2008 San Patrignano ha scelto di utilizzare alcune tecniche e prodotti dell’agricoltura biologica per la propria coltivazione convenzionale degli oliveti. Obiettivo, un maggiore rispetto dei ritmi e della composizione dei terreni, per preservarne la fertilità e la presenza di sostanze organiche, scegliendo i migliori prodotti da utilizzare e i tempi in cui farlo.

Concimazione
Come ogni pianta, l’ulivo vive le sue fasi. I 1000 nuovi ulivi donati da Klorane Botanical Foundation sono ora prossimi alla fase dell’impianto, che avverrà tra febbraio e marzo del nuovo anno. Sarà quello il momento di una prima concimazione per mezzo del compost.

Come tutti i concimi impiegati a San Patrignano, è organico e a produzione interna: nasce dal processo di fermentazione del letame proveniente dagli allevamenti della comunità, con l’aggiunta di altre sostanze organiche come stralci d’erba e piante.

Nell’autunno successivo, ad ottobre, si utilizzerà invece per gli stessi impianti solo il letame, la cui fermentazione lo rende più “vicino” alla matrice del terreno, facendogli cioè produrre sostanze umiche che si sposano perfettamente con l’humus del terreno e ne permettono un incremento.

Tecniche & Strategie di Difesa

Dalla fase dell’impianto si passa a quella dell’allevamento, che termina nel momento in cui la pianta comincia la sua produzione. Intorno ai tre anni di vita, i nostri nuovi ulivi cominceranno a produrre le prime grandi quantità di frutti.

Di conseguenza, avranno bisogno di essere difesi dalla grande nemica dell’ulivo, la mosca olearia (Bactrocera Oleae), le cui larve sottraggono polpa al frutto e ne aumentano l’acidità, riducendo la resa in olio e peggiorandone la qualità.

Le strategie di difesa impiegano prodotti naturali, che per definizione hanno un effetto preventivo e non curativo.

Verso la fine di luglio e l’inizio di agosto, ad esempio, si applica il Caolino, prodotto da pietra calcarea, che crea una pellicola superficiale dell’oliva non appetibile agli occhi del parassita. Inoltre, è in grado di abbassare la temperatura della pianta, peculiarità che torna utile nelle annate con forti sbalzi termici.

Nel periodo di massimo volo dell’insetto, intorno a settembre, si utilizza lo Spinterfly, un composto dolce che unisce l’effetto attrattivo della melassa all’azione dello Spinosad, insetticida naturale estratto da un batterio presente nel terreno.

Adottare alcune procedure e tecniche dell’agricoltura biologica è un fattore importantissimo, ma non l’unico in grado di determinare la qualità dei frutti che nasceranno dai nostri nuovi ulivi. Essi dipenderanno infatti anche dal nostro buon senso e dalle nostre cure, e dalla conoscenza di quelle tecniche di attenzione, come non calpestare un terreno bagnato e mantenerne l’inerbimento, che fanno la differenza.